
Ad Apple non frega nulla che iPhone Air non stia piacendo a nessuno
- nilsi mole
- 17 gen
- Tempo di lettura: 12 min
iPhone Air non ha fatto breccia nel cuore degli utenti, ma la realtà è che ad Apple non interessa molto se nessuno lo acquista.
Fin da quel settembre 2007, quando entrai in possesso del primo iPhone grazie ai pionieri del Jailbreak (qualcuno ancora si ricorda di Zibri?), quell'abitudine malsana che da oltre vent'anni mi porta a soppesare fra le mani un prodotto targato Apple attendendo che il suo linguaggio di design mi parli per dirmi "chi è", si è automaticamente traslata anche sugli smartphone di Cupertino.
Il primo iPhone ha marcato il confine fra passato e futuro, il quarto modello un manifesto industriale, iPhone 6 un cambio di rotta, iPhone X un'ulteriore porta fra passato e futuro, il 12 un cambio di geometria... ogni iPhone che portò con se un re-design importante (e non solo uno chassis rielaborato per migliorare questa o quella caratteristica, o solo per sembrare nuovo) ha sempre parlato chiaramente tramite le sue forme e la sua tecnologia e l'iPhone Air ha fatto la stessa identica cosa, anche se in maniera molto diversa da quella che l'utenza si aspettava.
Presentato quasi timidamente persino da Apple, che invece di dedicargli il celebre momento da "One More Thing" ha preferito inserirlo in mezzo alla line-up di smartphone che porterà la bandiera fino a settembre 2026. Una presentazione ricolma di spiegazioni tecniche per illustrare i progressi tecnologici fatti, ma che non ha mai spinto realmente sull'acceleratore "alla maniera di Apple" per convincere i presenti che ogni compromesso non era da considerarsi tale.
Siamo sempre stati abituati a un'azienda che ogni volta che toglieva un elemento da un suo prodotto (che sia il floppy disk, il lettore dvd, la porta fire-wire o il jack delle cuffie) coglieva l'occasione per imbonire la platea parlando di futuro, di evoluzione, della necessità di salutare un passato obsolescente per marciare verso l'innovazione.
Con iPhone Air non è successo nulla di tutto questo. Uno degli smartphone tecnologicamente più avanzati presenti sul mercato (perché al netto delle sue enormi ed evidenti lacune, in termini ingegneristici parlando non gli si può dire davvero nulla) è scivolato via, quasi timidamente, fra l'annuncio di un iPhone 17 oramai maturo e di un modello Pro che è finalmente stato capace di guadagnarsi il titolo di "strumento per professionisti".
E già questo la dice lunga su come Apple stessa consideri iPhone Air. Ma quindi, a cosa serve? A chi è indirizzato? E soprattutto, cosa ci racconta la sua tecnologia?
Un mattone per il futuro
Diciamolo chiaramente: l’iPhone Air non è mai stato progettato per essere realmente l’iPhone di qualcuno. È stato progettato per essere utile a un progetto molto più grande e basta vedere anche come Apple lo ha promosso in seguito a quel keynote. Li avete mai sentiti parlare di qualcosa di diverso rispetto all'estrema resistenza del telaio e alla tecnologia racchiusa dentro al tanto chiacchierato "Plateau"?
Ho avuto modo di provare per qualche mese l'iPhone Air perché da buon "fissato" (per non dire peggio, ma vi concedo di insultarmi nei commenti) non potevo non mettere le mie manacce su un prodotto Apple così tanto fuori dagli schemi.
Il risultato? Personalmente l'ho amato dal primo all'ultimo giorno passato insieme a lui, ma per i motivi più sbagliati possibili. Motivo per il quale rimarco l'ovvio dicendovi che non lo consiglierei a nessuno, nemmeno ai "fan-boy" come me.
Ne ho adorato le forme, la leggerezza, l'eleganza e, per assurdo, le prestazioni. La batteria è sempre durata come il mio attuale iPhone 16 Pro Max (ovviamente tenendo in considerazione l'ovvio degrado di una batteria con un anno di cicli di carica sulla schiena) e le prestazioni sono sempre state analoghe a quelle del 16 Pro Max.
In pratica mi sono trovato fra le mani una versione leggera ed elegante del mio attuale smartphone, afflitta da tanti, troppi, compromessi. Così a malincuore ho realizzato che per quanto bellissimo, persino per un amante della tecnologia come me era un acquisto privo di senso, motivo per il quale l'ho restituito e sono rimasto con il mio 16 Pro Max
Ma è proprio quella sensazione di avere un pezzo di un "futuro imperfetto" nel palmo di una mano che mi ha fatto desistere dal passare al 17 Pro, Dopo aver usato per qualche tempo un Air, l'ultimo flagship di Apple sembra un mattone proveniente da un'epoca lontana.
È un pensiero che può sembrare controintuitivo, ma che si fa inevitabilmente largo nella mente man mano che si usa su base giornaliera un iPhone Air: Apple non lo ha progettato per essere comprato. Lo ha progettato perché doveva esistere oggi, per poter garantire il futuro agli iPhone dei prossimi anni.
La metà di una mela
Questo è quello che dicono le forme di iPhone Air, unite alle rinunce fatte da Apple e al salto tecnologico che si porta con se. Non è semplicemente uno smartphone "sottile". È letteralmente un pezzo di vetro e titanio incredibilmente resistente ma che ti dimentichi di avere in tasca per la sua incredibile leggerezza, capace di sembrare un foglio di vetro quando lo si utilizza e capace, comunque, di offrire delle prestazioni da top di gamma.
Ma la costante sensazione è quella di avere fra le mani un prototipo incompleto... la metà di una mela che, se si fosse presentata nella sua interezza, sarebbe risultata molto più matura e invitante. E questo paragone non è per nulla casuale.
La forma, lo spessore, il plateau con la sua miniaturizzazione della quasi totalità delle componenti di uno smartphone, quel modo con cui Apple ha ragionato sulle rinunce per arrivare a questa sottigliezza estrema. Tutto è li per parlarci del futuro foldable di Apple.
Ogni sottrazione inizia ad avere senso esclusivamente guardando al futuro, quando un secondo corpo con il medesimo spessore garantirà lo spazio necessario per batterie più capienti, una camera aggiuntiva e la possibilità di completare un prodotto che nel suo essere totalmente imperfetto, è arrivato sul mercato con uno scopo preciso.
iPhone Air ha avuto fin da subito un posizionamento strano. Non è economico, non è ultra-performante come il modello Pro, ma allo stesso tempo viene venduto a poco meno del modello attualmente "top di gamma".
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Ad Apple non frega nulla che iPhone Air non stia piacendo a nessuno
iPhone Air non ha fatto breccia nel cuore degli utenti, ma la realtà è che ad Apple non interessa molto se nessuno lo acquista.
a cura di Andrea Maiellano
Author @Tom's Hardware Italia
Pubblicato il 16/01/2026 alle 17:00
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Fin da quel settembre 2007, quando entrai in possesso del primo iPhone grazie ai pionieri del Jailbreak (qualcuno ancora si ricorda di Zibri?), quell'abitudine malsana che da oltre vent'anni mi porta a soppesare fra le mani un prodotto targato Apple attendendo che il suo linguaggio di design mi parli per dirmi "chi è", si è automaticamente traslata anche sugli smartphone di Cupertino.
Il primo iPhone ha marcato il confine fra passato e futuro, il quarto modello un manifesto industriale, iPhone 6 un cambio di rotta, iPhone X un'ulteriore porta fra passato e futuro, il 12 un cambio di geometria... ogni iPhone che portò con se un re-design importante (e non solo uno chassis rielaborato per migliorare questa o quella caratteristica, o solo per sembrare nuovo) ha sempre parlato chiaramente tramite le sue forme e la sua tecnologia e l'iPhone Air ha fatto la stessa identica cosa, anche se in maniera molto diversa da quella che l'utenza si aspettava.
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Presentato quasi timidamente persino da Apple, che invece di dedicargli il celebre momento da "One More Thing" ha preferito inserirlo in mezzo alla line-up di smartphone che porterà la bandiera fino a settembre 2026. Una presentazione ricolma di spiegazioni tecniche per illustrare i progressi tecnologici fatti, ma che non ha mai spinto realmente sull'acceleratore "alla maniera di Apple" per convincere i presenti che ogni compromesso non era da considerarsi tale.
Siamo sempre stati abituati a un'azienda che ogni volta che toglieva un elemento da un suo prodotto (che sia il floppy disk, il lettore dvd, la porta fire-wire o il jack delle cuffie) coglieva l'occasione per imbonire la platea parlando di futuro, di evoluzione, della necessità di salutare un passato obsolescente per marciare verso l'innovazione.
Con iPhone Air non è successo nulla di tutto questo. Uno degli smartphone tecnologicamente più avanzati presenti sul mercato (perché al netto delle sue enormi ed evidenti lacune, in termini ingegneristici parlando non gli si può dire davvero nulla) è scivolato via, quasi timidamente, fra l'annuncio di un iPhone 17 oramai maturo e di un modello Pro che è finalmente stato capace di guadagnarsi il titolo di "strumento per professionisti".
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E già questo la dice lunga su come Apple stessa consideri iPhone Air. Ma quindi, a cosa serve? A chi è indirizzato? E soprattutto, cosa ci racconta la sua tecnologia?
Un mattone per il futuro
Diciamolo chiaramente: l’iPhone Air non è mai stato progettato per essere realmente l’iPhone di qualcuno. È stato progettato per essere utile a un progetto molto più grande e basta vedere anche come Apple lo ha promosso in seguito a quel keynote. Li avete mai sentiti parlare di qualcosa di diverso rispetto all'estrema resistenza del telaio e alla tecnologia racchiusa dentro al tanto chiacchierato "Plateau"?
Ho avuto modo di provare per qualche mese l'iPhone Air perché da buon "fissato" (per non dire peggio, ma vi concedo di insultarmi nei commenti) non potevo non mettere le mie manacce su un prodotto Apple così tanto fuori dagli schemi.
Il risultato? Personalmente l'ho amato dal primo all'ultimo giorno passato insieme a lui, ma per i motivi più sbagliati possibili. Motivo per il quale rimarco l'ovvio dicendovi che non lo consiglierei a nessuno, nemmeno ai "fan-boy" come me.
Ne ho adorato le forme, la leggerezza, l'eleganza e, per assurdo, le prestazioni. La batteria è sempre durata come il mio attuale iPhone 16 Pro Max (ovviamente tenendo in considerazione l'ovvio degrado di una batteria con un anno di cicli di carica sulla schiena) e le prestazioni sono sempre state analoghe a quelle del 16 Pro Max.
In pratica mi sono trovato fra le mani una versione leggera ed elegante del mio attuale smartphone, afflitta da tanti, troppi, compromessi. Così a malincuore ho realizzato che per quanto bellissimo, persino per un amante della tecnologia come me era un acquisto privo di senso, motivo per il quale l'ho restituito e sono rimasto con il mio 16 Pro Max
Ma è proprio quella sensazione di avere un pezzo di un "futuro imperfetto" nel palmo di una mano che mi ha fatto desistere dal passare al 17 Pro, Dopo aver usato per qualche tempo un Air, l'ultimo flagship di Apple sembra un mattone proveniente da un'epoca lontana.
È un pensiero che può sembrare controintuitivo, ma che si fa inevitabilmente largo nella mente man mano che si usa su base giornaliera un iPhone Air: Apple non lo ha progettato per essere comprato. Lo ha progettato perché doveva esistere oggi, per poter garantire il futuro agli iPhone dei prossimi anni.
La metà di una mela
Questo è quello che dicono le forme di iPhone Air, unite alle rinunce fatte da Apple e al salto tecnologico che si porta con se. Non è semplicemente uno smartphone "sottile". È letteralmente un pezzo di vetro e titanio incredibilmente resistente ma che ti dimentichi di avere in tasca per la sua incredibile leggerezza, capace di sembrare un foglio di vetro quando lo si utilizza e capace, comunque, di offrire delle prestazioni da top di gamma.
Ma la costante sensazione è quella di avere fra le mani un prototipo incompleto... la metà di una mela che, se si fosse presentata nella sua interezza, sarebbe risultata molto più matura e invitante. E questo paragone non è per nulla casuale.
La forma, lo spessore, il plateau con la sua miniaturizzazione della quasi totalità delle componenti di uno smartphone, quel modo con cui Apple ha ragionato sulle rinunce per arrivare a questa sottigliezza estrema. Tutto è li per parlarci del futuro foldable di Apple.
Ogni sottrazione inizia ad avere senso esclusivamente guardando al futuro, quando un secondo corpo con il medesimo spessore garantirà lo spazio necessario per batterie più capienti, una camera aggiuntiva e la possibilità di completare un prodotto che nel suo essere totalmente imperfetto, è arrivato sul mercato con uno scopo preciso.
iPhone Air ha avuto fin da subito un posizionamento strano. Non è economico, non è ultra-performante come il modello Pro, ma allo stesso tempo viene venduto a poco meno del modello attualmente "top di gamma".
Questo è già un segnale. Apple sbaglia molto raramente il “posizionamento” di un prodotto, in particolar modo quello di un iPhone. Quando lo fa, a parte alcuni scivoloni colossali, è sempre stato un danno collaterale voluto e controllato.
Potreste iniziare a dirmi che Apple non è infallibile, e vi do completamente ragione, ma quando si inizia a citare apparenti flop come iPhone 5C, iPhone 16e e così via, non si ragiona mai al di fuori del proprio orticello.
iPhone 16e, così come iPhone 5C e i vari SE, sono sempre stati visti come smartphone overprezzati per quello che offrono.
Questo perché tendiamo sempre a pensare al nostro caso d'uso e alla nostra idea di mercato. Per Apple quelli non sono mai stati smartphone da vendere a prezzo pieno in territori dove già vende benissimo con modelli base e Pro, ma per coprire tutti quei mercati che molti ignorano, dove un iPhone performante venduto a un prezzo più basso dei modelli più recenti serve come "ariete" per far entrare sempre più persone in un'ecosistema che si rivela sempre più votato ai servizi.
Non avete idea di quante persone, che vogliono un iPhone ma non possono, o non vogliono, spendere cifre eccessive, si appoggino alle varie offerte degli operatori che propongono il 16e in comodato d'uso quando si sottoscrive un abbonamento o lo propongono con una rata mensile talmente irrisoria da convincere i clienti a scegliere Apple invece che un'altra marca.
iPhone Air, però, ha uno scopo diverso. Ad Apple non serve che venda tantissimo, se fosse successo sarebbe stato solo un lieto, quanto fortuito, evento. Ad Apple serve che quella tecnologia venga prodotta su larga scala, messa nelle mani della stampa di settore, degli influencer e di quei clienti che hanno deciso, come ho ho fatto io per un po' di tempo, di dare fiducia a quel concentrato di tencologia e compromessi.
Un "fallimento" necessario
Apple non poteva presentarsi sul palco e dire: “Abbiamo bisogno di rilasciare oggi iPhone Air affinché in futuro il nostro iPhone pieghevole sia privo di difetti.”
Ecco perché l’Air esiste. Per mostrare al mondo non solo che Apple è riuscita a miniaturizzare le componenti e infilarle in una pillola posta dove normalmente si trova il modulo fotografico, ma anche per mettere tra le mani della gente, anche solo di quei curiosi che visitano un Apple Store, un telaio resistente, un design elegante e la promessa di un futuro concreto.
Pensateci, se il tanto chiacchierato iPhone Fold fosse uscito dal nulla il prossimo anno, al netto dei fan sfegatati in molti avrebbero ponderato un acquisto così importante per capirne prima la resistenza, oltre che come si sarebbe comportata la tecnologia al suo interno.
Apple, invece, ha messo fra le mani della gente metà iPhone Fold, puntando tutto sul mostrarne l'incedibile resistenza dello chassis, l'estetica futuristica e, soprattutto, testare materiali, tolleranze, rigidità, l'eventuale decadimento delle nuove batterie brevettate e avere una catena produttiva già pronta e affinata per l'arrivo del prossimo foldable.
Non c'è mai stata la volontà di venderne milioni di esemplari, cosi come la riduzione della produzione a ridosso del lancio non è un aspetto del quale sorprendersi. Non è mai stato previsto un iPhone Air 2 per settembre 2026 e a dimostrarlo è il fatto che se Apple avesse voluto convincere il mondo intero che l'attuale Air è la rivoluzione di cui tutti abbiamo bisogno, si sarebbe limitata a rimuover l'attuale iPhone base, sostituendolo con l'Air e allineando la linea di smartphone a quella dei MacBook.
Invece Apple ci sta andando per gradi.
A settembre 2026 vedremo Pro, Pro Max e Fold (scimmiottando i lanci autunnali delle linee pro dei suoi prodotti), mentre nella primavera del 2027 assisteremo all'arrivo di iPhone 18 che, come per i MacBook Air, andrà a occupare la finestra primaverile, da sempre occupata dalle linee "base" dei prodotti di Apple.
Questo vuol dire che non sentiremo mai più parlare di iPhone Air? Assolutamente no. Magari non ne vedremo un successore nel 2026, ma nessuno mi leva dalla testa che dopo l'avvento del Fold, e il riposizionamento del modello base, vedremo tornare il "super-sottile a singolo schermo" in una forma totalmente rinnovata per le celebrazioni del ventennale di iPhone, quando tempi e tecnologie saranno mature per proporre un device sottile, resistente e completo.
Nel frattempo, però, l’Air deve esistere oggi, tra recensioni che lo misurano come uno smartphone tradizionale e amanti della tecnologia che ne elogiano i traguardi tecnologici, solo per agevolare il futuro degli iPhone.
È un laboratorio per beta-tester. Un device lussuoso che cattura lo sguardo ma non sorprende nel quotidiano. Poco promosso da Apple proprio perché è pienamente consapevole della sua necessità di esistere, ma anche delle sue enormi lacune.
È una dichiarazione di intenti che se vuoi possedere, Apple è ben contenta di venderti; ma che se non ti interessa, nemmeno ad Apple frega molto che tu non la voglia. iPhone Air non è un prodotto commerciale, è un prodotto infrastrutturale, serve ad Apple, non a noi.
Ma proprio per questo motivo, grazie a tutto il clamore che ha generato attorno a se, quando Apple finalmente entrerà nel mondo dei pieghevoli, e state certi che lo farà con quella teatralità che da sempre la contraddistingue, nessuno dubiterà sulla sua resistenza o sulla sua capacità di contenere così tanto in così poco spazio, perché nei dodici mesi precedenti avremmo avuto modo di parlare, discutere, addirittura litigare, della prima metà di quel device pieghevole. Un iPhone che si chiama Air e che non vuole essere comprato.

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