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Si può lasciare il cellulare in carica durante la not40te?

  • Immagine del redattore: nilsi  mole
    nilsi mole
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

La ricarica notturna del cellulare è probabilmente la più diffusa, ma con il valore degli smartphone che cresce e il timore di rovinare la batteria è lecito domandarsi se sia un comportamento corretto. Ecco la risposta definitiva al tema e qualche consiglio


Le risposte alle domande più banali a volte sono le più utili al quotidiano, come ad esempio l’annosa questione dello smartphone in ricarica notturna. Si può fare? È pericoloso? È dannoso per la batteria? La risposta più semplice e diretta, secondo la maggior parte degli esperti è che si può lasciare in carica lo smartphone tutta la notte a patto di essere consci di alcuni limiti e dettagli.


I tempi sono cambiati


Prima di tutto oggi questa prassi non è problematica come un tempo perché a partire dal 2010 diffusamente e a prescindere dalle fasce di prezzo tutti i produttori hanno reso consueta l’integrazione dei chip di gestione dell’alimentazione (Pmic) che bloccano la corrente quando la batteria raggiunge il 100% o poco prima a seconda dei casi. In realtà i primi chip hanno iniziato a fare capolino a partire dalla metà degli anni 2000, ma è diventato uno “standard” un po’ più tardi. La loro integrazione sulla scheda madre ha consentito di ottimizzare la gestione della tensione, della corrente, della ricarica della batteria e delle sequenze di alimentazione del sistema. In sintesi regola le diverse tensioni necessarie per SoC, display, memoria e altri componenti, gestisce la ricarica in modo sicuro, con controlli su sovracorrente, sovratensione e corto circuito; coordina accensione, spegnimento e stati sleep, riducendo il consumo energetico e prolungando la durata della batteria.


La peculiarità di questi sistemi è di evitare che i cellulari si surriscaldino troppo e di azzerare di conseguenza il rischio incendio, a patto ovviamente che si impieghino prodotti conformi agli standard e con caricatori originali o certificati. Se acquistate su Aliexpress un clone iPhone con alimentatore One Piece certified non stupitevi della possibilità di una ricarica pirotecnica.


Dopodiché anche facendo le cose per bene è bene sapere che la condizione ideale per preservare le batterie dall’usura del tempo - e vale anche per i tablet e altri dispositivi - è quella di mantenerla tra circa il 30–40% e l’80% di carica: riduce lo stress termico e chimico delle celle agli ioni di litio. Quindi con un po’ di buon senso verrebbe da dire di non ricaricare sempre e solo tutte le notti, ma a volte alternare una ricarica diurna più controllata.


Tre criticità di cui essere a conoscenza


Se da una parte non è un problema la ricarica estesa per tutta la notte, dall’altra sarebbe bene accertarsi del luogo dove avviene. Lasciare il telefono sotto coperte, cuscini o vicino ad altre fonti di calore aumenta la temperatura e può accelerare il degrado della batteria nel tempo. Un altro problema è quello di un leggero stress termico subito dalla batteria, quando il telefono è completamente carico, ma il sistema continua a gestire piccole cariche per mantenere il 100% o poco meno. Infine c’è quel leggero consumo energetico inutile: caricare oltre il necessario ha poco senso.


I consigli per la ricarica “difensiva”


La priorità di ogni possessore di smartphone è proteggere il proprio bene e salvaguardare la batteria, quindi sarebbe bene attuare una strategia difensiva. Che senso ha acquistare un prodotto di valore e poi abbinarvi un alimentatore da pochi euro? Il consiglio è di usare sempre caricatori originali o certificati, e poi non si tratta mai di grandi spese soprattutto con una previsione di impiego a lungo termine. Nello specifico si parla della Marcatura CE, che è il è il requisito fondamentale per commercializzare alimentatori nell’Unione Europea ed eventualmente riferimenti alla certificazione EN 62368‑1 (o EN 60950‑1 se ancora accettata) e a norme EMC (EN 55032/35) nel manuale o nelle specifiche tecniche.


Tendenzialmente sarebbe bene puntare su modelli di caricabatteria da 18-30W in grado di garantire già la ricarica rapida, oppure prodotti di fascia alta da 45-65W. Ancora meglio se si tratta di modelli a nitrato di gallio: tendenzialmente più piccoli , capaci di dissipare meglio il calore, ideali se si viaggia. Evitare i vecchi modelli da 1–2 A / ≤5 W oppure “esoterici” da 140–240W, a meno che il proprio smartphone non espliciti un supporto ad hoc, come ad esempio il realme GT Neo 5 (240 W edition) o il Motorola Edge 40 Pro; Samsung e Apple lavorano a soglie nettamente più basse.


Un altro suggerimento è di attivare le funzioni di ricarica “ottimizzata” (es. Caricamento ottimizzato su iOS / Android), che rallentano o posticipano la carica notturna per mantenere il telefono più a lungo tra 80–90% e avvicinarsi al 100% solo verso la mattina. Ancora meglio se intorno al 90–100% si ha la possibilità di staccare lo smartphone dalla presa, soprattutto se a distanza di anni il dispositivo tende a scaldarsi. E poi – è bene sempre ricordarlo – sarebbe il caso di spegnere del tutto il cellulare ogni tanto, invece che mantenerlo sempre acceso. Nessun problema invece per la ricarica rapida.

 
 
 

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